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venerdì 30 novembre 2012

Fine novembre


Fine mese, nuovo elenco di cose bellissime..


° spacchettare libri e oggettini vari per sistemarli nella casetta nuova

° le tende bronzo e rosa

° sistemare casa

° i primi ospiti a cena

° il mio onomastico

° la palestra

° il TedxLakeComo

° il mio compleanno!

° lavorare al Book City

° incontrare (di nuovo) Joanne Harris *.* 

° Lau a Milano, le chiacchiere tra amiche in giro per negozi

° l’inizio della divertente crisi dei 25 anni.. 

° aiutare una persona e sentirsi bene

° tradurre un nuovo libro.. di architettura!

° il forno e il gattò di patate :)

° il mio papà

° sentire al telefono i miei amici che vivono a Parigi, pronti a darmi una mano anche a distanza!
 
° l’aria natalizia che dilaga  

sabato 24 novembre 2012

L'accampamento aka la prima casa a Milano

Non mi sono dimenticata, eh!
Vi avevo detto che avrei dedicato un post all’accampamento, la casa che abbiamo lasciato ormai un mese fa.. eccolo qui! 


Comodini

Il 20 ottobre io e Gatto abbiamo firmato il primo contratto per una casetta tutta nostra, ma da quando ci siamo trasferiti, quasi un anno fa, è già la quarta che cambiamo! Chi mi segue da più tempo ricorderà il bunker bolognese, così denominato perché la sua posizione al primo piano interno a un cortile unita alle travi del soppalco la isolavano dal mondo.. era difficilissimo trovare campo sia col cellulare sia con quella stramaledetta penna per la connessione! Ah, la penna per la connessione... quanto l'abbiamo odiata! Dopo i 3-4 mesi bolognesi, siamo approdati a Milano. Dopo poco meno di un mese in sacco a pelo (!) in un monolocale dei genitori di Gatto siamo stati spostati nostro malgrado in un appartamento sfitto di una parente di Gatto. Doveva essere una sistemazione temporanea, in vista della casa definitiva, ma ci siamo rimasti per ben sei mesi! Vi presento quindi, in una carrellata di immagini, l’accampamento.. vi rammento che, cucina a parte, l'appartamento non era ammobiliato. Mio zio ci ha fornito il letto (che aveva cambiato, ma non eliminato, durante il suo ultimo trasloco), ma il resto.. beh, abbiamo improvvisato! I comodini, che vedete nella foto in alto, erano una sedia dal lato di Gatto e uno scatolone dal mio. 
Armadi!?
Per i vestiti, invece, abbiamo pensato di usare due stendini che ci aveva portato papà e uno scatolone lungo (che conteneva il frigo, da poco cambiato dalla padrona di casa.)

Il soggiorno era praticamente vuoto! Il tavolo che vedete in foto è arrivato dopo un bel po' di tempo, all'inizio il tappeto viola (chiamato simpaticamente "divano") fungeva da divano/tavolo.. e per un po' ha svolto anche la funzione di "materassino sotto al sacco a pelo" (una volta o due ci ho fatto anche yoga.) Nelle due immagini in basso il mio stereo con altri oggettini e a destra il mio Gatto nell'angolo pc.

Soggiorno
Ultima fotina, qualche immagine della cucina.  
Amo il mio collage di foto sul frigo, che ovviamente ho trapiantato in casa nuova e che arricchirò sempre di più ^.^
Dell’accampamento mi mancherà sicuramente il tram 14 sotto casa (sostituito adesso da una fermata della metro), la cinesina incinta del bar all'inizio della strada e la signora della porta accanto, che non accettava assolutamente che Gatto fosse "solo" il mio compagno e che l’ha sempre chiamato “suo marito.”


giovedì 22 novembre 2012

Lunch break

Quando lavoro e sono sola in casa, tendo a pranzare davanti al computer. Non fraintendetemi, stacco! Magari perdo un po' di tempo a informarmi su cosa accade nel mondo (sul sito di Repubblica) e nella vita della gente (Facebook).

By the way, oggi ho trovato una cosa molto interessante QUI: un'intervista a un noto traduttore (che ho avuto modo di conoscere e intervistare anch'io) con domande così carine che ho pensato di pormele qui, in questo post. Giusto il tempo di finire il mio piatto di lenticchie :)

Nome: Silvia
Età: 25
Lavoro: Traduttrice
Come sei finita a fare quello che fai?
Inizio a dire che non ci sono finita, mi ci sono messa proprio io! Ho deciso di voler diventare una traduttrice durante il secondo anno della mia triennale in lingue e letterature straniere, ma avevo già capito che la mia vita sarebbe stata tra i libri quando ero una bambina.. dovevo solo capire quale sarebbe stato il mio ruolo. Ho cominciato a tradurre un anno prima di finire la magistrale. Oltre alle due lauree, discusse con due tesi in ambito traduttologico, ho seguito due corsi di specializzazione in traduzione letteraria (uno alla triennale e uno l'anno scorso)
Fare questo mestiere è «sempre meglio che lavorare»?
Whawhawhawha... ma che bella domanda! Tradurre è una passione, è qualcosa che farei a prescindere dall'interesse economico. Riuscire a vivere di questa professione è difficile, ma è quello che intendo fare :) Il problema serio è che in Italia non abbiamo un riconoscimento professionale..
Vuoi più bene a Proust o a Joyce?
A Joyce, ma perché ho letto Dubliners e non Ulysses.
L'ultimo libro che hai letto?
Che ho letto, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Sepúlveda. Che sto leggendo, The Casual Vacancy di J.K.Rowling.
E invece da adolescente cosa leggevi?
Questa domanda può farmela solo qualcuno che non ha mai visto la libreria di mio padre! Qualsiasi cosa, soprattutto classici :)
Cocktail preferito?
Cosmopolitan o Mojito
Vorresti aver scritto tu Cinquanta sfumature di grigio?
Ehmm, direi di no..
Jonathan Franzen vuole diventare tuo amico: gli offri un aperitivo?
Non ho letto nulla di suo.. ma un aperitivo si prende volentieri.
Hai un lettore ebook?
No.
Sai distinguere il Simoncini dall'Helvetica?
Qual'è il Simoncini?
Il futuro dell'editoria è il digitale, il social o le ciambelle fritte?
Nel futuro più imminente ancora la carta.. poi non so!
Dove compri i tuoi libri?
In libreria, a meno che siano introvabili.. in quel caso amazon.
Le serie tv sono meglio dei romanzi o ci vanno molto vicino?
Le serie tv inglesi e americane sono fantastiche, ma non quanto i (bei) romanzi
Ultimo viaggio fatto?
Atene e Santorini, quest’estate.
Quante lingue e dialetti parli?
Italiano, inglese, spagnolo, francese e napoletano (quest'ultimo poco e male)
Il libro del futuro è senza pagine e si naviga con lo sguardo?
Spero di no! Il libro di carta non può sparire!
Chi vorresti essere nella tua prossima vita?
Una ballerina di danza classica... o magari un gatto.
Cosa fai oltre a lavorare nell'editoria?
Leggo, scrivo, parlo di me su un blog, mi occupo della coppia di cui faccio parte.

Ho finito anche il caffè.. torno a lavorare ;)


lunedì 19 novembre 2012

BookCity Milano 2012: "Il metodo Strehler" e la fine dei conti


Sabato ero di turno. Non ho scritto prima, scusatemi, ma non ne ho proprio avuto il tempo... quella sera stessa, infatti, avevo un po' di gente a casa per festeggiare in ritardo il mio compleanno e per inaugurare il nostro nido! Tra un bicchiere e l'altro conditi da fiumi di chiacchiere, siamo andati a dormire alle cinque del mattino.. immaginate il sonno della mattina dopo! Sabato sera, tra l'altro è arrivato da Napoli Kappa, il migliore amico di Gatto, che stamattina è partito per Londra! Capirete perché non vi ho aggiornati ieri, di conseguenza :)

Ma ora parliamo della mia esperienza di sabato:

Il mio turno al Teatro Franco Parenti iniziava alle 15.30 e dovevo presenziare a due eventi, Dalla scena alla carta. Vita d'attore con Carlo Delle Piane (alle 16.30) e Il metodo Strehler (alle 18.00).
Arrivo con un po' di anticipo e prendo un caffè con la prima delle ragazze con cui dovrò lavorare, poi torniamo in Teatro e aspettiamo di essere tutte prima di cercare il nostro referente. Siamo sei, e iniziamo a chiederci se non siamo troppe per un teatro in fin dei conti piccino. Chiediamo al gabbiotto in ingresso del nostro referente.. ci risponde il ragazzo che il nostro referente non c'è e che l'incontro delle 16.30 è stato cancellato. Chiamiamo chi di dovere per chiedere spiegazioni, perché non ci hanno avvisate? Ci rispondono che anche gli organizzatori l'hanno saputo pochi minuti prima dal teatro, e che possiamo considerarci libere fino alle 17. E vabbè..

Il metodo Strehler al Teatro Franco Parenti
Andiamo tutte insieme a sederci in un bar e prendo il secondo caffè macchiato del pomeriggio. Chiacchiero con le mie colleghe, tra chi studia e chi lavora si intrecciano racconti di vita e di esperienze. Tornate in teatro, sorpresa! c'è una settima ragazza.. le due maschere del teatro, due ragazzi molto gentili, ci confessano che non sanno proprio come impiegarci, perché in realtà avrebbero tutto sotto controllo. Si lasciano però aiutare volentieri e, tra una mansione e l'altra, siamo riuscite a dare il nostro supporto a BookCity. 


Il metodo Strehler al Teatro Franco Parenti


Arriva ora il momento di tirare le somme di questo week-end:
BookCity è assolutamente da rifare, prestando attenzione ad alcuni dettagli che non potranno che migliorarlo. Questa infatti era l'edizione zero, e mi auguro sinceramente che l'anno prossimo possa essere realizzata la prima edizione!

La prima cosa da tenere in considerazione è la tempistica. Molte persone che ho incontrato in questi giorni avevano saputo per caso degli incontri e non sapevano quasi nulla di BookCity! I programmi, infatti, sono stati distribuiti il 14 novembre (e il 15 già c'era l'inaugurazione!!!), troppo poco tempo prima! Potrebbe essere un'idea vincente far circolare le informazioni sugli eventi almeno dal mese prima. 

Altra cosa che ha destato critiche in alcuni spettatori è stata la scarsa coordinazione tra personale dei teatri e volontari di BookCity. Insomma, se c'è tanta gente pronta a collaborare poi sembra assurdo che in alcune situazioni non ci sia nessuno pronto a operare, e mi riferisco, ad esempio, alla bolgia durante gli autografi in Triennale o alla mancanza di un addetto al microfono durante la presentazione di Joanne Harris (ma altre ragazze mi hanno parlato anche di ulteriori situazioni). Insomma, deve essere chiaro chi ha quale compito.

Per il resto direi che BookCity Milano è stato davvero un successone! Non vedo l'ora di parteciparvi anche il prossimo anno! :)

sabato 17 novembre 2012

BookCity Milano 2012: Joanne Harris

Ore 18.00 Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare (il cielo continua a inviarmi messaggi positivi!)  L'attesissimo seguito di Chocolat, recitano il manifesto e le locandine. Ma non è vero, e questa cosa mi batte in testa da giorni! Il seguito di Chocolat era Le scarpe rosse, dannazione! Gli eventi in questo libro sono datati otto anni dopo la fine di Chocolat, il che rende questo volume il seguito di Le scarpe rosse. Ma vabbè, capisco Garzanti.. dire che è il seguito di Chocolat dona una risonanza maggiore.

Detto ciò (ci tenevo a precisare) passo a descrivere la mia idilliaca serata! Sono in seconda fila (la prima è riservata ai giornalisti), il che mi consente di scattare qualche foto carina. L'interprete scelta per l'intervento è Laura Grandi, la traduttrice di Joanne Harris per Garzanti. 
Joanne Harris e Laura Grandi

Molte domande sul libro, curiosità del pubblico per una possibile trasposizione cinematografica, come per Chocolat. Mi ha colpito il fatto che Joanne Harris sostiene che ogni personaggio ha una storia da raccontare, alcuni si limitano a vivere in un libro solo, altri hanno bisogno di più spazio. Come Vianne. 
In Inghilterra è stato pubblicato lo scorso ottobre A cat, a hat and a piece of string, una raccolta di racconti che da noi vedrà la luce solo nel 2014.. credo proprio che lo prenderò in lingua originale su Amazon!  
Joanne Harris

Joanne è esattamente come la ricordavo.. spiritosa, originale, con quell'accento marcatamente anglosassone che amo tanto.. ieri le hanno chiesto anche di parlare del personaggio di Rosette, la seconda figlia di Vianne. Tra le righe si capisce che la bambina è autistica, ma l'autrice non lo specifica mai, perché per lei Rosette è semplicemente se stessa, e così voleva che fosse vista. Un personaggio, una bambina, non "la bambina autistica". La delicatezza con cui ne ha parlato, la stessa che si percepisce quando parla di donne, di religione, di politica, è incantevole. In sala è successa un'altra cosa strana: non c'era nessun addetto ai lavori! Quando il pubblico ha voluto porre le domande, è stato Daniele Bresciani (sul palco a dialogare con Joanne) ad alzarsi e passare il suo microfono a una persona seduta in platea.. le domande sono state fatte così, passandosi il microfono o gridandole a gran voce! Le ragazze di turno oggi non erano in sala, erano fuori. Quel che vorrei capire è se è stata una scelta del teatro o se dovevano effettivamente presenziare in sala. 
La sessione di autografi è andata molto bene, la fila non era lunghissima e le due maschere del teatro lì presenti hanno impedito a due o tre persone di fare i furbetti e oltrepassare gli altri. Avevano quasi tutti il libro nuovo tra le mani, o magari Chocolat. 

Joanne Harris mentre autografa i libri

Io arrivo davanti a lei con quattro libri (Le scarpe rosse, the evil seed, il fante di cuori e la dama di picche e il ragazzo con gli occhi blu), lei mi guarda ed esclama* "quanti libri!"
"sono solo una parte, gli altri te li porto la prossima volta!"
"come ti chiami?"
"Silvia. Non puoi ricordartelo, ma noi ci siamo già conosciute qualche anno fa a Como per Le scarpe rosse... mi hai autografato Chocolat" 
"Silvia.. si scrive come in inglese? (annuisco) Oh.. e ti è piaciuto Chocolat?"
"Beh" lancio un'occhiata alle quattro copie che ha davanti "direi di sì!"
Lei continua a dedicarmi i libri e firmarli, sull'ultimo la fermo..
"Aspetta.. l'ultimo puoi dedicarlo a me e a Corrado? Lui è il mio ragazzo con gli occhi blu!"
"Ma certo.."
Non le ho chiesto se potevo abbracciarla solo perché c'era il tavolo tra di noi.. l'ho solo ringraziata del suo lavoro e lei mi ha ringraziata di leggerlo.

Oh.. certo... questa è la dedica che leggete nella mia copia di Il ragazzo con gli occhi blu:   

To Silvia and Corrado (also a blue eyed boy!)


* Riporto la conversazione a memoria, direttamente in italiano